E’ stata una giornata davvero molto partecipata quella di sabato 25 scorso presso l’Oratorio di San Rocco, dedicata alla Commemorazione e al suffragio dei caduti nella Campagna di Russia, richiamando l’alto eroismo degli Alpini nell’ultima battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943. In questa località, infatti, gli ultimi resti delle forze italo-tedesche e ungheresi, ormai stremate dai combattimenti e dal rigido inverno russo, si ritrovarono ad affrontare alcuni reparti dell’Armata Rossa, asseragliatisi nel villaggio per bloccare la fuga dalla grande sacca del Don. Agli Alpini della “Tridentina”, unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere fu affidato il compito di iniziare l’assalto al villaggio. Malgrado lo sbandamento delle truppe in ritirata, gli italiani riuscirono a fronteggiare l’attacco dei sovietici molto ben equipaggiati di armi pesanti e di artiglieria.
Nella serata del 26 gennaio con il prezioso contributo dei Battaglioni “Edolo” e “Val Camonica”, gli uomini della “Tridentina” guidati dal generale Luigi Reverberi riuscirono ad aprire un varco tra le linee sovietiche, grazie all’impiego dell’unico carro armato tedesco ancora utilizzabile e alla disperata lotta degli alpini per sfuggire all’accerchiamento.
Le perdite italiane furono altissime, ma nonostante ciò la battaglia di NiKolajewka rapprentò un successo, poiché le truppe dell’Asse, pur decimate e disorganizzate, riuscirono a raggiungere ShebeKino il 31 gennaio 1943, località al di fuori della “tenaglia” russa.
La manifestazione a San Rocco è iniziata con l’alza bandiera, alla presenza del Parroco don Stefano Grecchi e del rettore don Marcello Tarenzi, di numerose delegazione degli alpini di Crema, Rivolta d’Adda, Castelleone, Lodi e Meda, dei Bersaglieri della Fanfara “Valotti” e della “Caretto”, dell’ANCR di Dovera, Crespiatica e Tormo, dell’Associazione dei Carabinieri in congedo di Pandino e Crema, con il Presidente Ezio D’Incà, di Mirko Signoroni , nella sua duplice veste di Sindaco di Dovera e di Presidente della Provincia di Cremona, di Ersilio Raimondi Cominesi, Presidente della Fondazione CRA di Postino e Dovera, che ha sponsorizzato la manifestazione, di Bruno Sangalli Presidente dell’Associazione San Rocco e San Cassiano, con i consiglieri Andena Natale, Baroni Angelo e Ettore Amosi, dei Presidenti Associazioni sportive e ambientali, Mainardi e Ghilardi.
Poi sono state presentate due testimonianze davvero molto coinvolgenti.
La prima ha rievocato la bella figura del venerabile Teresio Olivelli, sottotenente della divisione alpina Tridentina, sempre attento ai poveri, sempre caritatevole, da offrirsi spontaneamente a rimanere sul posto, invece di fuggire, per sistemare i feriti gravi nelle case dei contadini, per ricomporre i morti raccogliendone i documenti e per organizzare il trasporto su slitte dei feriti che potevano essere trasportati. Teresio si ferma in quel macello e non fugge nemmeno quando arrivano i Russi a verificare gli effetti della battaglia. Si finge morto in mezzo ai morti, immobile nella neve per diverse ore. Fa quel che può, come un samaritano tra la neve in quel groviglio di corpi maciullati dai carri armati.
La seconda testimonianza è stata portata da Giuseppe Visigalli ricordando l’amico Antonio Aresi, morto e sepolto a Campagnola Cremasca, nel 2009. Un alpino di nobili virtù umane e cristiane, fedele alla consegna ricevuta e all’impegno di onorarla sempre, anche nei momenti difficili, come quando in una battaglia di quei terribili giorni del gennaio 1943, sfondata la sacca nemica che portava alla libertà, invece di scappare con tanti altri disperati, udite le grida di dolore di un compagno ferito, ritorna indietro per soccorrerlo, mantenendo fede alla sua consegna: “Si ritorna in patria tutti insieme!”- gli disse. E questo gesto lo ha pagato caro con alcuni anni di reclusione in campo di concentramento! “Fierezza, umiltà e passione per il proprio dovere - ha concluso Visigalli - fanno grandi le persone che alla Patria hanno dato tanto, anzi tutto se stesse, spesso nel silenzio e sempre nella coerenza dei loro ideali per una società migliore, più giusta e fraterna”.
La messa è stata celebrata dal rettore don Tarenzi, condecorata dai canti del Gruppo “Voci senza tempo” Audacemente Ascendere, voluto e diretto dal maestro Giuseppe Scoglio, alpino in congedo, che da anni cura con tanto entusiasmo questa iniziativa della memoria, facendo proprio il motto dei Battaglioni “Bolzano e Trento” dell’aquila che imperterrita e fulminea punta verso l’alto, per invogliarci a tenere anche noi alto lo sguardo per le cose belle della vita. E la bravura del Gruppo corale ci ha donato canti, davvero densi di emozioni e ricchi di riflessioni sugli eventi passati, quali : “L’ultima notte degli alpini” , “Mira il tuo popolo”, “Signore delle cime”.
Al termine della manisfestazione si è tenuto presso l’Oratorio don Giovanni Bosco di Postino, un momento conviviale per tutta la cittadinanza offerto dall Fondazione CRA di Postino e Dovera Onlus.
Bruno SANGALLI